Sconto delle “tasse”
Con la detrazione diretta il credito d’imposta lo si compensa con il debito verso l’erario.
Per poter usufruire della detrazione fiscale ci deve essere un pagamento tracciabile e il credito viene suddiviso in cinque rate annuali di pari importo.
Bisogna conoscere quale sia l’ammontare annuo dei debiti nei confronti dello stato in quantoil credito d’imposta non e’ cumulabile e si potrebbe perdere il credito eccedente i debiti.
Esempio: se si diritto a cinque quote annuali costanti di detrazione pari a 8 mila euro e mediamente le tasse da versare in sede di dichiarazione annuale ammontano a 5 mila euro, si potrà usufruire del beneficio fiscale solamente fino ad azzerare il debito, ma si perderebbero 3 mila euro di credito inutilizzato.
Il credito eccedente non può essere accantonato ed utilizzato per gli anni successivi.
Sconto in fattura
Colui che commissiona i lavori ottiene uno sconto pari al 100% da colui che effettua gli interventi.
Quest’ultimo poi può utilizzare lo sconto come credito d’imposta.
E’ molto vantaggiosa ma complessa da applicare in quanto sul mercato e’ difficile trovare imprese a concederlo per mancanza “plafond” di debito da compensare.
Cessione del credito
Il committente può cedere il diritto al credito a:
- banca o intermediario finanziario;
- impresa;
- Esco(Energy service Company)
Figura importante coinvolta in questa fase (cessione del credito) e’ quella dell’architetto che ha il compito di progettare l’intervento edilizio e di asseverare il miglioramento energetico.
Il tecnico può fare da tramite tra chi esegue i lavori e la banca o la Esco.
L’architetto si interfaccia con il committente , si occupa della progettazione , analizza i miglior interventi possibili per cui si può beneficiare della detrazione , si occupa dell’asseverazione necessaria , dell’Enea ecc…, e fornisce al cliente la possibilità di cessione del credito grazie agli accordi con banche.
Le banche concedono un finanziamento”ponte” che si chiude non appena si ottiene il bonus 110%.